• Emergenza Sorrisi

L’ambiente è l’impianto sportivo più antico al mondo

Daniele Barbone, socio di Emergenza Sorrisi con delega ai progetti ambientali, è un imprenditore, ultramaratoneta e tra i maggiori esperti di sostenibilità ambientale in Italia. Lo abbiamo intervistato per raccontare la sua testimonianza e l’importanza di prendersi cura dell’ambiente e quindi del futuro di tutti. A questo proposito Emergenza Sorrisi ha lanciato la petizione “Il Futuro è nell’aria” e siete ancora in tempo per sottoscriverla. Vogliamo superare le 15.000 firme.


Aiutaci a lasciare un segno: https://www.change.org/p/dopo-la-pandemia-vogliamo-un-mondo-diverso

Daniele, cosa rappresenta per te l’ambiente?

Un passato da cui imparare, il presente da vivere con responsabilità e in cui dedicare tempo ed energie alla cultura della sostenibilità e del rispetto verso ciò di cui nessuno può fare a meno, il futuro in cui vivere e lavorare meglio, consapevoli di aver salvaguardato un patrimonio che non solo ci permetterà di vivere e lavorare, ma che abbiamo ereditato e abbiamo il dovere di salvaguardare per le nuove generazioni. In questo senso si inserisce il mio impegno per Emergenza Sorrisi.

Hai fondato BPSEC, azienda vincitrice di numerosi premi nel settore dell’innovazione ambientale e di cui sei direttore, ricopri ruoli dirigenziali e operativi in altre aziende anche pubbliche, sei componente di consigli d’amministrazione e consulente di diverse società e fondazioni che si occupano di tematiche afferenti al settore green economy e dello sviluppo sostenibile; come riesci a conciliare tutti questi impegni con Emergenza Sorrisi?

Credendoci. L’associazione fondata da Fabio Massimo Abenavoli ha molti meriti, tra cui quello di rendere migliore la vita di migliaia di bambini in molti Paesi del mondo. La loro salute è strettamente legata anche alle condizioni climatiche e alla situazione ambientale, per cui ho iniziato, insieme all’area progetti di Emergenza Sorrisi, a lavorare a progetti concreti sulla sostenibilità ambientale. Con l’avvio delle prime iniziative il tema ambientale diventerà il secondo pilastro di attività, al fianco di quello chirurgico e sanitario, per assicurare ai più piccoli condizioni migliori in cui vivere e crescere.

La tua esperienza sportiva, come ultramaratoneta, ti ha permesso di accendere i riflettori su queste tematiche. Come si lega lo sport con la tutela dell’ambiente?

Lo sport di resistenza, la corsa nel mio caso, è la prova che persone ordinarie, con una famiglia e un lavoro, possono fare cose straordinarie, come correre per cento chilometri nel deserto. Fare sport all’aria aperta un modo sano per entrare in contatto, fisico e mentale, con l’ambiente che ci circonda, anche quello che consideriamo ostile; fare sport non inquina, migliora la nostra salute e le prestazioni del nostro cervello. In fondo, la natura e l’ambiente sono l’impianto sportivo più antico del mondo. E gratuito. Ho sempre legato le mie imprese a progetti di comunicazione per far riflettere le persone sull’importanza del cambiamento dei nostri comportamenti quotidiani a tutela dell’ambiente. Recentemente sono diventato il referente per l’Italia di Sport and Sustainability International – SandSI, con l’obiettivo di rendere sostenibili i principali eventi sportivi, come già avviene in molti altri Paesi.

La tua attività con Emergenza Sorrisi è partita con “Il futuro è nell’aria”, la petizione che ha già raccolto oltre diecimila firme. Com’è nata questa iniziativa?

Ci ho pensato durante il 2020, in piena pandemia e a pochi mesi dalla nascita del mio secondo figlio. Sentivo di dover fare qualcosa di concreto, qualcosa per far capire alle persone che quello che stavamo imparando da un periodo molto difficile sarebbe stato un utile insegnamento per il futuro nostro e delle generazioni future.

In questi anni è già stato fatto molto; mi rendo conto del cambiamento culturale che permea ormai il pensiero dei giovani: dal 2019 sono docente all’Istituto di Mobilità sostenibile, Meccatronica ed Aerospazio del Piemonte, dove insegno sostenibilità ambientale e sicurezza dei cicli produttivi. Ho toccato con mano cosa significa lavorare su un terreno fertile, già preparato, con menti già culturalmente aperte a recepire nuove indicazioni; è compito delle persone della mia generazione insegnare loro come cambiare le nostre piccole abitudini quotidiane, per assicurarci un domani migliore, più sano.

Da ultramaratoneta ho corso in gara e in solitaria in sette deserti, due volte nella giungla del Caribe e la Foresta Amazzonica in autonomia per 48 ore; tutto questo conducendo una normale vita, tra lavoro e famiglia. Sono la dimostrazione di come sia possibile farlo. Per questo chiedo a tutte le persone che seguono e aiutano Emergenza Sorrisi di continuare a farlo, perché ogni piccolo aiuto cambia davvero la vita di un bambino.