Sono Chiara, Ingegnere di professione ma fotografa per passione
- Emergenza Sorrisi

- 2 ore fa
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Per quindici anni ho portato dentro il desiderio di vivere ciò che mio padre, medico volontario di Emergenza Sorrisi, aveva sempre raccontato con occhi pieni di emozione: quella parte di te che nasce quando scegli di donare qualcosa agli altri. Ho partecipato alla missione presso l’Hopital Specialist Mère Enfant Blanche GOMES, nella Repubblica del Congo, dove 43 bambini sono stati operati dall’équipe con cui ho viaggiato.
L’ospedale, un ambiente che non ho mai vissuto prima, emanava un senso di paura e speranza, di coraggio e fiducia verso i medici arrivati per cambiare delle vite.
𝐅𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐢̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞: era comprendere, con responsabilità, catturare con uno scatto un momento che meritava di essere ricordato e raccontato.
Penso che l’emozione che porterò per sempre con me è quello delle mamme: prima i loro sguardi di preoccupazione, celati dietro al silenzio e all’umiltà, trasformati in una miscela di sollievo, gratitudine e gioia nel rivedere i loro bambini dopo l’operazione, con nuove possibilità davanti.
Quello è stato il vero “prima e dopo” della missione. È lì che ho sentito, nel profondo, il peso e la bellezza di ciò che stavamo facendo.
E poi il gruppo con cui sono partita: 11 volontari con la V maiuscola, caratterizzati da un senso del dovere che non pesa e un’empatia che non si insegna. Sono stati i primi ad accogliermi, a prendermi per mano, a farmi sentire parte del loro mondo nonostante il divario professionale, nonostante io venissi da un altro tipo di vita, da un altro tipo di quotidiano. La loro naturalezza nel farmi spazio è stato uno dei doni più grandi della missione.
Sono tornata diversa, più grata, più consapevole, più umana.
Perché a volte basta davvero un gesto per restituire un sorriso che può cambiare una vita.
E, silenziosamente, cambia anche la tua.




