Una risposta che cambia la vita: la storia di Muna Valerie
- Emergenza Sorrisi
- 1 giorno fa
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Il 25 gennaio, alle 05:20 del mattino, Muna Valerie, una bambina nigeriana affetta da una grave patologia oftalmologica, è atterrata a Milano insieme alla sua mamma. Per lei è iniziato un percorso di cura che nel suo Paese non era possibile.
Tutto è cominciato da una richiesta di aiuto.Una richiesta che non è rimasta nel silenzio.
Da quel momento si è attivata una rete complessa fatta di competenze mediche, responsabilità condivise e collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica, partner internazionali e volontari. Grazie al supporto della Regione Lombardia, al parere positivo della Commissione per il ricovero umanitario e alla disponibilità dell’IRCCS San Gerardo di Monza e del dott. Salvatore Luceri, Valerie ha potuto iniziare il suo percorso di cura. Fondamentale anche il sostegno del Consolato italiano a Lagos e dell’Ambasciata d’Italia ad Abuja per l’iter del visto sanitario.
Il trasferimento è stato possibile grazie al Fondo Cure Speciale, attraverso cui Emergenza Sorrisi garantisce ogni anno trasferimento, accoglienza e cure in Italia a bambini che non possono essere operati nei propri Paesi di origine. Un impegno che non si limita all’intervento medico, ma comprende supporto logistico, amministrativo e umano per i piccoli pazienti e le loro famiglie.
In questi giorni Valerie e la sua mamma sono accolte a Monza presso il Residence Maria Letizia Verga, una struttura pensata per ospitare bambini in cura e i loro familiari. Accanto a loro c’è Mara, volontaria di Emergenza Sorrisi, che le accompagna con presenza costante, attenzione e umanità in ogni passo di questo percorso. Nei giorni scorsi, la mamma di Valerie ha scritto una mail di ringraziamento al Presidente Fabio Massimo Abenavoli. Parole semplici e profonde, che raccontano cosa significhi, per una madre, sapere che qualcuno ha risposto e si è fatto carico della sua richiesta di aiuto. La piccola Muna Valerie è stata dimessa dal reparto di oculistica: i controlli confermano che tutto procede bene. Oggi mamma e figlia sono andate da sole alla visita di controllo — un piccolo grande traguardo che racconta autonomia, fiducia e coraggio. La vita al residence è diventata anche un’esperienza di scoperta. Ijeoma sta imparando a orientarsi tra lavatrici, raccolta differenziata e spesa nei supermercati italiani. Insieme raggiungono a piedi anche la chiesa di Santa Gemma per la messa — purtroppo in italiano e non in inglese — ma entrambe hanno già imparato qualche parola.
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Il prossimo intervento è programmato per il 18 febbraio. Nel frattempo, speriamo che il gelo invernale di Monza si attenui un po’, così mamma e bimba potranno godersi i giochi all’aperto della cascina e scoprire i dintorni. Ester, Cristina e Nelide della Società di San Vincenzo offrono supporto e compagnia, provvedendo anche a scarpine, vestiti e un giubbotto caldo per Muna. Grazie di cuore alla nostra volontaria Mara, che si sta prendendo cura di loro con amore e dedizione.
Storie come quella di Valerie ci ricordano perché lo facciamo.Perché la salute è un diritto.E perché rispondere fa la differenza.

