• Emergenza Sorrisi

Alberto Guadagnucci: operare con un esito felice.

Alberto Guadagnucci è medico anestesista presso la Fondazione Gabriele Monasterio Regione Toscana CNR. La missione di novembre 2021 a Nassirya è stata la sua prima missione con Emergenza Sorrisi. Ne parla come di un’esperienza umanamente e professionalmente gratificante: la gioia di fare molte operazioni con esito felice.



La missione di novembre 2021, a Nassirya, è stata la sua prima missione con Emergenza Sorrisi: che tipo di esperienza è stata?


La missione a cui ho preso parte con Emergenza Sorrisi in Iraq si è svolta in un clima generale molto favorevole, dandomi una grande soddisfazione sia dal un punto di vista umano che quello professionale.

Un’unica cosa spiacevole: il rammarico di non poter soddisfare tutti.

Sono felice di aver conosciuto la realtà di Emergenza Sorrisi: è successo per caso tramite un collega dell’ospedale in cui lavoro, anche lui impegnato con l’organizzazione. Mi ha proposto di unirmi alla missione in Iraq, paese che io avevo visitato da turista e così sono partito.


È stata un’esperienza differente quella in Iraq, rispetto alle altre missioni che ha fatto?


Sì, l’esperienza a Nassirya è stata differente rispetto alle precedenti, per me.

La missione con Emergenza Sorrisi si è svolta infatti in un totale spirito di collaborazione: abbiamo svolto diversi interventi di chirurgia plastica che, al contrario di quanto avviene per gli interventi di cardiochirurgia, hanno sicuramente un esito felice. I benefici di questi interventi sono incredibili: si offre ai pazienti di sottoporsi ad operazioni di breve durata e a basso rischio, con un ritorno enorme. Il beneficio per chi si sottopone a queste operazioni infatti non è solo estetico, ma vitale: un bambino può diventare in grado di bere, mangiare, muoversi normalmente. Per non parlare del ritorno positivo da un punto di vista sociale: anche il fattore estetico ha la sua importanza e i pazienti che si sottopongono all’intervento spesso, soprattutto quelli piccoli, hanno delle importanti difficoltà a socializzare. Hanno un aspetto disturbante e per questo sono spesso vittime di esclusione sociale.



Tornerà in missione con Emergenza Sorrisi?


Con molto piacere, non appena il problema pandemico ci permetterà di nuovo di spostarci.

Ripeto, è stata un’esperienza umana molto piacevole: c’erano moltissimi colleghi del luogo che venivano a imparare a svolgere le operazioni. Nonostante si lavorasse dalle 8 della mattina alle 8 di sera quasi senza interruzioni, è stato un lavoro molto gratificante.