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EMERGENZA SORRISI: DOPO 10 ANNI TORNA IN PAKISTAN.

PARTIRA’ L’8 MAGGIO LA MISSIONE CHIRURGICA PER OPERARE 80 BAMBINI NATI SENZA SORRISO


Fino all’8 maggio è possibile sostenere la campagna di Emergenza Sorrisi UNA VOLTA PER TUTTE inviando un sms o chiamando il 45587 per donare 2, 5 o 10 Euro



COMUNICATO STAMPA


Roma, 28 aprile 2022 - Il prossimo 8 maggio l’equipe medica di Emergenza Sorrisi raggiungerà la città di Peshawar in Pakistan per restituire il sorriso ad 80 bambini che aspettano di essere operati.


L’equipe medica di 10 volontari, guidata dal chirurgo plastico maxillo facciale e presidente di Emergenza Sorrisi Fabio Massimo Abenavoli, opererà i piccoli pazienti nati con malformazioni congenite al volto o esiti di ustioni presso il Burn & Plastic Surgery Center, diretto dal Prof. Tahmeed Ullah.


Emergenza Sorrisi si impegna per essere a fianco delle popolazioni più bisognose organizzando missioni chirurgiche per restituire un sorriso alla volta ai tanti bambini che attendono di essere operati. Per molti di loro nascere con una malformazione del volto rappresenta uno vero e proprio stigma e talvolta i più semplici gesti come mangiare e respirare diventano impossibili.


Basta un solo intervento chirurgico per cambiare la loro vita per sempre. Fino all’8 maggio è possibile sostenere la campagna di Emergenza Sorrisi UNA VOLTA PER TUTTE, inviando un sms al 45587 per donare 2 Euro, oppure effettuare una chiamata da rete fissa al 45587 per donare 5 o 10 Euro. In questo modo Emergenza Sorrisi potrà portare avanti il suo impegno nel donare speranza a moltissimi bambini e trasferire la conoscenza medica ai sanitari locali.


Dopo dieci anni di assenza finalmente siamo riusciti a tornare in Pakistan dove lavoreremo fianco a fianco dei sanitari locali per trasferire loro la nostra conoscenza medica” – dichiara Fabio Massimo Abenavoli. “Non dobbiamo dimenticarci che tutti i problemi che c’erano prima della guerra esistono ancora e sono al loro posto. Emergenza Sorrisi ha messo in campo diverse attività a sostegno della popolazione ucraina, ma occorre continuare a fare il massimo per aiutare chi soffre a qualsiasi latitudine. Se non facciamo nulla per le altre popolazioni del mondo tutto andrà sempre peggio”.