• Emergenza Sorrisi

Tommaso Anniboletti: in missione per dare ascolto alla parte di me che vuole fare “cose importanti”

Tommaso Anniboletti è un chirurgo plastico, lavora all’Ospedale S. Eugenio di Roma. Come volontario, è stato più volte in missione in Afghanistan e in Iraq. Nell’ultima missione di Nassirya, ha rivisto negli iracheni un’estrema dignità e gentilezza. Va in missione con Emergenza Sorrisi per dare ascolto a quella parte di sé che gli chiede di fare “cose importanti”



C’è un’esperienza che ti ha colpito, nell’incontro con gli iracheni, dell’ultima missione a Nassirya?

Devo premettere che non era la prima volta che andavo in missione in Iraq: faccio il volontario per Emergenza Sorrisi da sei-sette anni, durante i quali sono stato anche in Afghanistan. Sono stato però più volte in Iraq e nell’ultima missione ho confermato il mio pensiero sul popolo iracheno: hanno un’estrema dignità e gentilezza, anche nella loro povertà.

Quest’anno, in una pausa dal lavoro, siamo riusciti a fare un giro al mercato cittadino: nonostante non ci fossero turisti, perché stiamo parlando di un paese dove il turismo non esiste, i commercianti ci hanno regalato tutto quello che volevamo comprare. Noi volevamo pagarli quegli oggetti, sia per una questione di giustizia sia per dare una mano agli abitanti del luogo: non ce l’hanno permesso, ci hanno regalato anche l’acqua. In un mercato di soli locali, senza un gran giro di guadagni, ci si aspetta che gli abitanti del luogo approfittino dell’opportunità di vendere ad alcuni turisti. Invece hanno deciso comunque di non farci pagare: intendo questo, quando dico che hanno una grande dignità.

Dal punto di vista medico mi colpisce ogni volta quella che credo essere la loro filosofia di vita: come in molti altri paesi che vivono nella povertà, si vedono persone che sanno vivere davvero alla giornata, senza grandi patemi d’animo.



Che valore ha per te fare il volontario con Emergenza Sorrisi?

Quando ho incominciato stavo pensando già da un po’ di tempo di iniziare a fare il volontario, ma spesso le organizzazioni chiedono lunghe disponibilità – 6 mesi, un anno – cosa che impone di ripensare la propria vita quotidiana.

Emergenza Sorrisi però non porta solo aiuto alle persone dei paesi dove si reca in missione, ma li rende indipendenti, aiutando concretamente nell’organizzazione delle strutture sul posto e nella formazione dei colleghi iracheni, afghani… E questa buona organizzazione sul lungo periodo fa sì che le missioni che vengono organizzate possano avere durate brevi (anche una settimana), permettendo ai volontari di mantenere una propria quotidianità, una vita normale in cui si inseriscono le parentesi della missione.

Come altri chirurghi plastici, negli anni ho iniziato ad occuparmi di chirurgia estetica: spesso quindi mi occupo di problemi puramente estetici. C’è una parte di me che vuole trattare cose più importanti: a questa parte di me do ascolto quando vado in missione con Emergenza Sorrisi.