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Come nostro sostenitore potrai dedicare la tua tradizionale Tombola Natalizia ad Emergenza Sorrisi.

Direttamente da casa potrai organizzare una tombolata solidale che avrà come scopo, oltre al piacere della condivisione tipico del Natale, la raccolta di fondi per sostenere le missioni chirurgiche in programma per il 2018.

Il Natale è un momento in cui il Sorriso è protagonista nelle famiglie ed in ogni occasione di coesione. Regaliamo la possibilità di tornare a sorridere a tutti quei bambini che aspettano solo questo.

Come partecipare? È semplice:

  • Chi vorrà aderire potrà contattarci all’indirizzo info@emergenzasorrisi.it
  • Emergenza Sorrisi fornirà le schede di partecipazione che verranno inviate tramite e-mail e dovranno essere compilate e rimandate alla casella di posta elettronica sopra indicata.          In alternativa per scaricare la scheda clicca Quì
  • Ogni partecipante potrà acquistare il numero desiderato di cartelle a fronte di una donazione minima di 5€ cad
  • La somma raccolta nella vostra Tombola sarà impiegata da Emergenza Sorrisi per il finanziamento degli Interventi Chirurgici in programma per il 2018
  • Tutti i partecipanti riceveranno un ringraziamento speciale da parte di Emergenza Sorrisi, è per questo importante la compilazione delle schede e l’indicazione di chi si aggiudica la tombola, il vincitore riceverà una speciale felpa di Emergenza Sorrisi.

 

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MARGUTTA Stazione Urban

di Francesca Barbi Marinetti

 

Come accade in tante stazioni nel periodo natalizio, anche Stazione Margutta a Natale del 2016 ha accolto ospiti, curiosi e viandanti con un Presepe. Anzi, Margutta Stazione Urban si è trasformata in Presepe urban con l’intervento degli artisti che hanno realizzato per lo spazio espositivo opere dedicate al tema della natività: Beetroot, Gomez, Lucamaleonte, Moby Dick, m.sgarbi, omino71, Solo e Daniele Tozzi.

Con le pareti avvolte da opere con un evidente richiamo all’estetica dello street art, il Margutta si è prestato ad interessanti riflessioni su come l’arte abbia sempre facoltà di trasformare i luoghi. Un concetto su cui gli artisti di strada si confrontano più degli altri, dovendo interagire con spazi pubblici. Sono artisti che più degli altri hanno sviluppato ciò che Wim Wenders individua come “capacità di prestare attenzione al senso dei luoghi per portarvi rispetto”.

Il progetto espositivo, avviato sin dall’inizio in stretta collaborazione con Emergenza Sorrisi, è un progetto di solidarietà finalizzato alla raccolta di fondi per scopi umanitari con la battuta delle opere all’asta al termine della mostra.

In linea con l’urban art, che affianca in un grande contenitore tecniche e tendenze differenti, le suggestioni artistiche qui presenti provengono da stili apparentemente lontani. Dal barocco al materico, dal neo-pop al pop-surrealismo, dall’iper-realismo al lettering.

Il tema del presepe è dunque animato da sensibilità attente al contemporaneo che nel recupero dei soggetti sacri, rivisitati laicamente, affrontano questioni calde del nostro affannoso oggi su cui convergono pensiero, coscienza e senso etico collettivo.

 

Protagonista della notte del 24 dicembre a Betlemme per Gomez è l’attesa. La culla vuota su cui si concentra l’espressione di una giovane palestinese, assorta in un sogno residuo di vita e salvezza. La proprietà focale della luce caravaggesca risalta in un contesto saturo di povertà e una resa pittorica su tonalità di grigi. La mano sovradimensionata di un “Giuseppe” tagliato fuori dalla scena, appoggiata sulla spalla di Maria, non sembra essere percepita come un ponte percorribile tra desiderio e realtà. L’attesa di un salvatore al di sopra delle parti e di ogni logica, pertanto divino, è disperata e assoluta. La tecnica pittorica tocca il pathos con la spontaneità intuitiva di un segno fluido, asciutto ed essenziale.

 

A contrasto la natività di Solo, per il quale i protagonisti sono supereroi. Una provocazione conforme alla sua poetica urban. Supereroi che possono condurre alla salvezza, purché umanizzati. Come a dire che non basta essere dotati di poteri straordinari per rappresentare un modello salvifico di riferimento, occorre piuttosto l’audacia dell’attraversare le avversità della vita, del confronto-scontro con l’insormontabile difficoltà del quotidiano. Solo compensa l’assenza di certezze e dei valori positivi ripescando nell’immaginario fantastico dei fumetti per materializzarli sui muri della città, o nei suoi lavori indoor, in condivisione con gli altri.

 

Il presepe diventa surreale e metafisico nell’opera di m.sgarbi. Un quadro forte, se si considera il luogo per cui è stato creato, il cuore romano della cultura vegetariana. Vi è raffigurata simbolicamente la storia millenaria di Roma che in quanto capitale del cristianesimo festeggia la nascita di Gesù. Ciò che appare come pezzi di carne sono i san-pietrini, pietre capitoline sulle quali si erge la città, che rappresentano il corpus romae di carne viva e trafitta, rinviando all’immaginario del supplizio di Cristo e dei molti che qui si sono immolati. Nella gioia della natività è già sottesa la sorte di millenarie sofferenze e il caro prezzo di cui questo suolo ne è viva testimonianza.

 

La sofferenza e il disagio non tocca solo la gente ma l’ambiente e tutte le creature che lo popolano. Condividono uno stesso collo l’asino e il bue di Lucamaleonte, teste unite affacciate nel presepe. La tecnica dello specchiamento di due immagini, che a partire da una stessa base si sviluppano verso l’esterno, proviene dall’attrazione fatale dell’artista per i bestiari medievali e la perfezione del mondo naturale, con la reiterazione dell’uguale in infinite e minuscole variazioni. Dalle campionature dei cataloghi di botanica e biologia Lucamaleonte sviluppa disegni ispirati all’immaginario medievale con tecnica stencil a più livelli che gli permette differenti sfumature di colore che per lui è prevalentemente il grigio. Considerando la costrizione in cui vengono cresciuti gli animali negli allevamenti c’è da domandarsi se quest’opera non denunci la penuria di spazio e di libertà, tanto da costringere i poveri animali a diventare coinquilini di uno stesso corpo, mostruosità geneticamente modificate.

 

L’animale ha forza simbolica potente sin dall’antichità e potentissima nella moderna cultura psicanalitica. Sono i grandi animali degli abissi, soprattutto cetacei, a popolare l’universo artistico di Moby Dick. Profondità nascoste che vegliano sugli affanni e sui misfatti umani. La donna piovra dai molteplici occhi scruta ogni cosa con sguardi diversi, tra cui quello indifferente di Dio. Percorrono il perimetro da spalla a spalla greggi di pecore ignare del precipizio che le attende. Una denuncia registrata in numeri dal grande occhio di calamaro posto al centro del petto in riferimento ai lager-mattatoi. Alle spalle di questa figura mitologica una grande balena, che rappresenta madre natura, osserva impotente dagli abissi.

 

Lo stile e la tecnica materica di Beetroot ben si presta a rappresentare la congestione emotiva di curiosità e stupore dei personaggi più umili del presepe al cospetto di Gesù bambino. Il dittico è una messa in scena d’impronta classica resa particolare dall’effetto ottenuto con la lavorazione con il trapano su stucchi e arilici che invita, oltre al percorso visivo, ad intraprendere una conoscenza tattile dell’opera. Il coinvolgimento del pubblico per l’artista è parte della sua poetica urban (basti pensare al suo progetto Picture Crossing attraverso cui fa girare liberamente opere realizzate per essere lasciate al loro destino). Alzati gli occhi nello scoprire un mondo di colore e d’arte nei quartieri cittadini lo step successivo è l’appropriazione di quanto registrato, attraverso il con-tatto e la condivisione.

 

I Magi giungono con leggerezza ed eleganza per Daniele Tozzi, in punta d’ali come corpi sul vento. Sono tre uccelli migratori realizzati con il lettering prendendo in prestito parole contenute nelle lettere dei migranti ai loro cari. Lettere mai giunte perché spedite da persone destinate a trovare la morte in mare mentre cercavano la salvezza. La sabbia rappresenta la traversata desertica della prima parte del loro cammino e la cometa, che indica la speranza, è blu come l’Europa che come un miraggio li spinge a procedere.

 

Non vi è Natale né presepe senza musica. Un coro di angeli hiphop potrebbe funzionare. Se le opere dovessero cantare offrirei la ribalta alla coppia degli angeli di omino71, magari con una guerrilla rap tra le mascherine dei superoi e le smorfie tag sulle gote d’angelo che fanno il verso a Fiorucci. Ironia e comunicazione viaggiano per omino71 sul filo del neopop sia per la scelta dei soggetti che per lo stile che predilige il tratto netto e libero dei pennarelli e le campiture di colori saturi.

 

Queste opere, insieme ad altre offerte dagli artisti a favore di Emergenza Sorrisi, verranno battute all’asta il martedì 19 settembre alle ore 18 presso lo spazio espositivo condiviso da D.d’Arte e la casa d’aste Bolli & Romiti, insieme ad altri operatori di settore, presso l’Associazione Plus Arte Puls a viale Mazzini 1 Roma. Parte del ricavato sarà devoluto a Emergenza Sorrisi.

emergenza sorrisi sostenere un progetto con una donazione

 

“10 Anni di Cooperazione con Emergenza Sorrisi”

9 Giugno 2017 – ore 10.00 Sala Aldo Moro

Roma, Montecitorio

Emergenza Sorrisi è una organizzazione non governativa internazionale di medici volontari che realizzano missioni chirurgiche in favore di bambini con gravi patologie malformative, sequele di ustioni, traumi di guerra. Durante questi ultimi 10 anni di attività e cooperazione internazionale oltre 4.500 bambini sono stati operati gratuitamente in 72 missioni chirurgiche in Paesi del Medio Oriente e dell’Africa. Particolare attenzione si è prestata anche al tema dell’ambiente con un progetto dedicato alla salvaguardia e tutela e ai migranti attraverso la creazione dell’App Emergenza Medica Online.

             

Programma:

Saluti e Introduzione

On. Ileana Argentin                                                    Membro Commissione Affari Sociali alla Camera

Apertura

Dott. Fabio Massimo Abenavoli                                 Presidente di Emergenza Sorrisi Ong

Intervengono

 

S.E. Waheed Omer  Ambasciatore della Repubblica dell’ Afghanistan

“L’importanza dell’attività umanitaria di Emergenza                                                                                                                Sorrisi    in un paese complesso quale l’Afghanistan”

 

S.E. Mohamed Chérif Diallo – Ambasciatore della Repubblica di Guinea in Italia 

“Come prevenire attraverso lo sviluppo locale il fenomeno della migrazione”

 

Dott.ssa Grazia Marcianesi Casadei – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

Il contributo delle ONG nella cooperazione allo sviluppo”

 

Prof. Gianluca Comin – Founder Comin&Partners  

“Comunicazione pro bono : supporto e sostegno all’azione di Emergenza Sorrisi”

Dott.ssa Susanna Pietra- Chiesa Valdese

“L’8×1000 della Chiesa Valdese a sostegno dei progetti umanitari di Emergenza Sorrisi in Benin”                                                                                                 

Dott.ssa Rita Cataldo – AD Takeda Italia Spa          

“L’impegno di una grande Azienda farmaceutica nel sociale: l’esempio di Emergenza Sorrisi”

 

Dott. Edoardo Pantano  -Pres. Associazione Consulcesi Onlus

Collaborazione tra no profit in campo sanitario”

 

Prof. Foad Aodi — Fondatore delle due Confederazioni Internazionali  UMEM E #CRISTIANINMOSCHEA               “Integrazione e valorizzazione della solidarietà  interculturale e interraziale”    

Con la partecipazione di Francesco Pezzulli, Testimonial e voce di Emergenza Sorrisi che leggerà un brano per celebrare le storie di tanti sorrisi ritrovati. 

Per informazioni e accrediti:

Emergenza Sorrisi Ong                                                          E’ necessario dare conferma di partecipazione

Alessandra Ricci – Media Relations                                                         entro e non oltre il 5 giugno 2017

Tel 0684242799 – Fax 068413845

www.emergenzasorrisi.it

                                                                            

 

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E’ terminata il 12 aprile la missione chirurgica dei nostri medici volontari nella città di Mazar-i-Sharif, nel Nord dell’Afghanistan.

Più di cento i bambini che si sono presentati allo screening, di questi 75 sono stati sottoposti a intervento chirurgico. Non sono stati svolti solo interventi su bambini affetti da labio-palatoschisi, ma anche molte ustioni, 21 in totale.

“E’ stata una missione molto dura, abbiamo lavorato tante ore ogni giorno. I nostri volontari entravano in sala operatoria al mattino e uscivano la sera distrutti. I bambini erano tantissimi e volevamo fare il possibile per operarli tutti. La stanchezza è stata ripagata dai tanti sorrisi che abbiamo visto splendere sui volti dei nostri piccoli pazienti e su quelli dei loro genitori. Sarà necessario programmare prossimamente una nuova missione in Afghanistan per proseguire il lavoro di formazione sui medici e garantire ai tanti bambini che hanno bisogno la possibilità di essere operati”, con queste parole Francesca Romana Pacelli, coordinatrice della missione, ha raccontato l’esperienza appena conclusa.

Un ringraziamento speciale al team dei volontari che ha portato a termine questo progetto:

Roberto Cortelazzi – chirurgo maxillo facciale, team leader

Tommaso Anniboletti – chirurgo plastico

Francesco De Vita – chirurgo plastico

Davide Cristofani – anestesista

Ilenia Mandatori – pediatra

Carla Ottaviani – infermiera

Nicoletta Masserotti – infermiera

Francesca Romana Pacelli – coordinatrice

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NUOVA MISSIONE DI EMERGENZA SORRISI IN SIRIA – DAMASCO PER PRESTARE CURE MEDICHE ALLA POPOLAZIONE COLPITA DALLA GUERRA

La Siria è al centro del dibattito internazionale a causa di una guerra che si protrae da più di cinque anni. Un conflitto cominciato nella primavera del 2011 e che si è trasformato col trascorrere dei mesi in una rivolta armata che ha destabilizzato l’intero Paese .
In questo contesto che vede dall’inizio della guerra più di 200mila morti, oltre 5 milioni di persone che hanno lasciato il Paese, e gran parte delle infrastrutture tra cui ospedali e scuole ridotte in macerie, Emergenza Sorrisi , già intervenuta nel paese con una prima missione chirurgica a novembre 2016 durante la quale oltre 100 pazienti sono stati visitati e 40 operati con urgenza , tornerà a Damasco dal 19 al 26 marzo per operare le vittime di questa guerra presso l’ospedale civile “Youssef Al Asma”.

In procinto di partire per Damasco,  con un team di medici e infermieri volontari, Fabio Massimo Abenavoli ha così commentato l’avvio della missione di Emergenza Sorrisi«Quando siamo andati a Damasco a novembre abbiamo operato per 10 ore al giorno al fianco dei nostri colleghi siriani, ma gli scontri continuavano anche mentre noi eravamo in sala operatoria, e dopo pochi minuti dall’inizio dei combattimenti arrivavano i feriti, ragazzi, uomini, bambini, civili e militari. Noi abbiamo cercato di curare tutti tempestivamente, e mentre eravamo li abbiamo promesso che saremmo tornati presto. Ripartiamo con lo spirito di andare ad aiutare, ma con la speranza che non ci siano nuovi feriti e che gli scontri finiscano al più presto, la popolazione è stremata dal conflitto».

Un ringraziamento speciale a COPAG S.p.A. per avere donato i fili di sutura necessari per lo svolgimento di questa missione chirurgica.

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Lunedì 6 marzo – ore 20.45

Teatro Piccolo Eliseo – via Nazionale 183 (Roma)

Emergenza Sorrisi organizza un Concerto musicale per sostenere la prossima missione umanitaria in Afghanistan, che si svolgerà nel mese di aprile. Due pianisti di livello internazionale, Marc Lys francese e Romano Pallottini, italiano, della Villa dei Compositori, suoneranno nel Teatro Piccolo Eliseo di Roma il “Sacro della Primavera” di Igor Stravinsky.

Per info e prenotazioni 06.84242799 – c.camplong@emergenzasorrisi.it
Donazione minima €15

Evento organizzato in collaborazione con:

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UniCredit rinnova il suo impegno solidale con l’iniziativa “La formula della solidarietà”, nuovo appuntamento del progetto “1 voto, 200.000 aiuti concreti”, per donare 200.000€ da distribuire tra le Organizzazioni Non Profit più votate iscritte a ilMioDono.

Come votare per Emergenza Sorrisi?

Dal 01 Dicembre 2016 al 16 Gennaio 2017 vai sulla pagina di Emergenza Sorrisi. A tua disposizione 2 opzioni per votare:

  • «via Social» utilizzando il tuo account social Facebook, Twitter o Google Plus: effettua il login e conferma il voto con un click.
  • «via Email» inserendo nome, cognome e il tuo indirizzo di posta elettronica: per confermare il voto, verifica il tuo indirizzo email.

Dopo aver votato per Emergenza Sorrisi, hai l’opportunità di aggiungere anche una donazione da almeno 10€ per moltiplicare di 4 volte il valore del tuo voto.

Non dimenticare di raccontare a tutti i tuoi amici di questa iniziativa benefica.

Con il tuo voto potrai permetterci di ottenere fondi da destinare ai nostri progetti e donerai così migliaia di sorrisi.

VOTA EMERGENZA SORRISI

voglio diventare donatore regolare

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Dalla collaborazione tra Ubi Comunità ed Emergenza Sorrisi nasce “”Enjoy Emergenza Sorrisi”: una carta prepagata ricaricabile nominativa (riportante sul fronte il nome e cognome del titolare) abbinata al circuito internazionale MasterCard, con scadenza massima di cinque anni  e rivolta a persone fisiche maggiorenni.

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Principali caratteristiche e agevolazioni:

  • gratuità della quota associativa (una tantum) e di rinnovo carta;
  • canone mensile di 0,50 Euro/al mese (e gratuità sino al 30 novembre 2016);
  • caricamento iniziale di 25,00 Euro
  • reperibile solo nelle filiali del Banco di Brescia – Gruppo Ubi Banca
  • per ogni carta attivata Ubi Banca corrisponderà un contributo a Emergenza Sorrisi che sarà devoluto al finanziamento dei progetti umanitari in essere

 

Carta Enjoy Emergenza Sorrisi è disponibile in un’unica versione (ricaricabile) e grazie alla presenza di un proprio identificativo IBAN, oltre a un proprio numero Carta (o numero PAN), consente di eseguire la seguente operatività:

 

invio di bonifici in euro, in Italia e all’estero (SEPA Credit Transfer);

ricezione di bonifici in euro e/o altra divisa dall’Italia e/o dall’estero;

accredito dello stipendio direttamente sulla Carta;

prelevamento di contanti agli Sportelli automatici abilitati;

addebiti diretti RID / SEPA Direct Debit;

ricariche di telefono cellulare (Servizio disponibile attualmente tramite Qui UBI);

acquisti nei negozi (che espongono il logo MasterCard) e mediante tecniche di comunicazione a distanza;

– controllo del saldo e dei movimenti della Carta;

– in generale tutte le operazioni dispositive previste dal profilo Bankingdi Qui UBI;

– trasferimenti di denaro Peer To Peer (P2P) tra Carte Enjoy (inizialmente solo tramite Qui UBI Internet Banking).

Carta Enjoy Emergenza Sorrisi, diversamente dal conto corrente, non consente invece la seguente operatività:

– pagamento di MAV, bollettini postali e bollettini FRECCIA;

– invio di bonifici esteri e/o in divisa diversa dall’euro;

– rilascio blocchetto assegni;

– collegamento con altri rapporti tra cui dossier Titoli, Carte di credito e di debito;

– transazioni in strumenti finanziari;

– assicurazioni e gestione di portafoglio;

– finanziamenti, affidamenti e mutui;

– pagamenti F24;

– versamento di assegni.

Vuoi attivare la tua carta Enjoy?

Contattaci al numero 06.84242799 oppure info@emergenzasorrisi.it

La storia di Hezali
Hezali, 7mesi, allo screening del 2015

Hezali, 7mesi, allo screening del 2015

Hezali, 7mesi, allo screening del 2015

Abbiamo conosciuto Hezali ad aprile del 2015, in Benin, durante la nostra missione chirurgica. Era gracile, un corpicino piccolissimo per un bambino di 7 mesi. Hezali è nato con la labio‐palatoschisi, per questo ha difficoltà a deglutire e non cresce. E’ in braccio alla sua mamma, e con lui c’è anche la sorellina, Merveille.

Tutti e tre hanno la labio‐palatoschisi. Sul viso della sua mamma è evidente il segno di una cicatrice di vecchia data, un intervento chirurgico non troppo riuscito le ha segnato il volto per sempre. Anche Merveille è stata operata da medici locali, ma anche lei ha bisogno di essere sottoposta a una revisione chirurgica, perché l’operazione mal riuscita le ha compromesso alcune funzionalità.
Hanno tutti la stessa malformazione, che ha un’origine genetica in alcuni casi, e in questa famiglia ha mostrato tutto il suo effetto.

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II EDIZIONE TROFEO PIETRO MENNEA (1)

Seconda Edizione del Trofeo Pietro Mennea

Staffetta di solidarietà in onore del grande campione

12 novembre 2017 – Stadio Pietro Mennea

Si rinnova l’appuntamento con il  Trofeo Pietro Mennea: il 12 novembre presso lo stadio Pietro Mennea di Roma (Ex stadio dei Marmi) i circoli sportivi storici si sfideranno in una staffetta 10×1000 dedicata al grande campione. Pietro Mennea era un sostenitore di Emergenza Sorrisi, credeva molto nell’operato della  nostra organizzazione e ha contribuito a cambiare le vite di molti bambini, per questo l’evento è dedicato a lui.

L’evento si avvale della collaborazione del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo e della Fondazione Pietro Mennea Onlus.

Partner della manifestazione è la Fondazione Mediolanum Onlus che raddoppierà il ricavato della manifestazione con una donazione.

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Wine Day è l’asta di vini organizzata annualmente da Emergenza Sorrisi, giunta ormai alla XI edizione. L’ evento è realizzato grazie alla collaborazione e al sostegno garantito, con continuità, dalle più prestigiose aziende vinicole, del calibro di Tenuta San Guido, Donnafugata, Feudi di S.Gregorio, Bollinger, e molte altre che aderiscono all’iniziativa donando all’associazione preziose bottiglie di vino e champagne. Le bottiglie, convertite in lotti, saranno battute all’asta e il ricavato destinato al finanziamento delle missioni chirurgiche programmate per il 2018 in Africa e Medio-Oriente.

La Fondazione Mediolanum Onlus è partner di questa manifestazione e raddoppierà il ricavato dell’evento con una propria donazione, aumentando notevolmente l’impatto di questa raccolta fondi.

L’evento si svolgerà il 27 ottobre alle ore 18,30 presso la sede storica del Circolo Canottieri Tevere Remo (Lungotevere in Augusta, 28- Roma). L’appuntamento è aperto a tutti coloro che amano il buon vino e che desiderano partecipare ad una serata piacevole all’insegna del divertimento e della solidarietà.

Chiunque voglia prendere parte all’evento o ricevere ulteriori informazioni può chiamare la sede di Emergenza Sorrisi al numero 06.84242799 oppure wineday@emergenzasorrisi.it

 

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Restiamo umani

Testimonianza di Francesca Vitale, anestesista volontaria

La mia esperienza in Iraq inizia nel 2008, in coda alla seconda guerra del Golfo, quando i fumi lasciati dalle bombe si stavano dissolvendo e nell’aria si ricominciava a respirare l’idea di una nuova pace possibile. Con l’associazione Emergenza Sorrisi fummo invitati ad entrare a far parte dell’ambizioso progetto Provincial Reconstruction Team(PRT), avviato dal MAE (Ministero Affari Esteri) in collaborazione con gli Stati Uniti. Dei vari PRT disseminati nei territori di guerra sparsi nel mondo, a noi era toccato quello della provincia del Dhi Qar, la quarta più grande dell’Iraq, la più povera e la più a sud, zona delle Marshlands e su cui sorge la tristemente famosa Nasiriyah. Non c’è l’ospedale nella base americana di Tallil, 30 km quadrati di superficie, protetta da 22 km di perimetro di sicurezza, entro il cui confine rientra Nasiriyah, ed alla periferia della quale sorge il PRT italiano difeso da centinaia di T-wall e dagli efficientissimi e fedelissimi Gurkha nepalesi. Il governo italiano ha risolto regalando al PRT una macchina meravigliosa: un camion con rimorchio che ospita una vera e propria sala operatoria, con due letti e due ventilatori, una zona lavaggio ed un’area per sterilizzare i ferri. Dopo un lungo e non facile viaggio su strada dall’Italia, a noi tocca far funzionare questo ospedale viaggiante. A bordo, riusciamo a garantire soprattutto interventi di chirurgia plastica facciale come esiti di ustioni, deflagrazioni, labbro leporino o malformazioni congenite. Ma il fine non è solo operare e risolvere problemi immediati: dobbiamo soprattutto fare formazione per il personale medico e infermieristico locale. Una volta che avremo lasciato il paese, loro dovranno continuare efficacemente e indipendentemente l’opera iniziata. Il nostro progetto è la risposta a questa esigenza. Un’opportunità da cogliere al volo:da qui la pianificazione di 22 missioni nell’arco di pochi anni. Io prendo parte a 4 di queste: la prima nel 2008 quando ancora la base di Tallil è nel pieno della sua attività militare, vi si trovano eserciti di tutto il mondo, e fuori (ma talvolta anche dentro) continuano a cadere le bombe, a fischiare i missili, ad alzarsi i fumi delle esplosioni. Dentro la base sembra di stare racchiusi in una bolla, ci crediamo protetti dalla tecnologia degli scudi antimissile, dai cuori impavidi e probabilmente ignari dei giovanissimi militari che (24 ore su 24) perlustrano il perimetro della base, e da qualche divinità consapevole che siamo là per ricostruire e non per distruggere. Ma il peso del casco e del giubbotto antiproiettile che siamo costretti ad indossare fuori dal camion rimorchio dell’ospedale, ci riportano alla realtà. Nel 2008, poco prima del nostro arrivo, le schegge di un missile avevano lambito gli alloggi dei volontari e dei lavoratori del PRT. La visita al cratere lasciato dalla bomba fa da benvenuto, tanto per farci capire che lì non si scherza, che la guerra è reale, anche se siamo abituati a vederla per televisione e crediamo che non faccia poi tanto male.

L’adrenalina ci rende più produttivi, lavoriamo tantissimo senza sentire la stanchezza e la sera qualcuno di noi ha addirittura il coraggio di voler fare due chiacchiere fino a tardi o di andare a giocare a biliardo nel padiglione degli americani sforzandosi di capire uno strettissimo slang d’oltreoceano. Vari gruppi si sono succeduti nelle 22 missioni, con alcuni irriducibili che sono tornati di continuo. Io ne ho fatte 4, la nostra logista e 2 chirurghi tutte e poi uno stuolo di affiliati, ciascuno animato dalle proprie motivazioni. In quelle missioni sono stati operati centinaia di bambini e formati decine tra medici e infermieri. Il fragore della guerra coi suoi morti, i suoi feriti ustionati o amputati, resi ciechi o sordi, molti giovani che arrivano alle nostre cure chiedendo speranza e spesso trovando solo umana consolazione, fanno dimenticare le nostre umane miserie, le ricollocano entro confini giusti ed equi, dando loro la dimensione dell’animo loro propria. Ridimensiona il nostro egoismo, almeno per la durata del soggiorno in quel Paese e forse un po’ dopo il rientro in patria, prima che di nuovo l’habitus mentale dell’occidente “evoluto e indifferente” riprenda il sopravvento.

“Restiamo umani” diceva un giovane cooperante aperto e lungimirante, prima di essere ucciso. E proprio questo significa restare umani, significa svestirsi dei propri abiti firmati, calarsi nei panni dei poveri del mondo e sentire la loro fame, il loro freddo, la loro paura, la loro riconoscenza verso Dio ad ogni pasto, ad ogni nuova alba, ad ogni figlio nato sano e sopravvissuto. Significa piangere per le vere miserie, significa commuoversi davanti ad un telegiornale cha manda in onda continuamente immagini di gente saltata per aria ad opera di altra mano umana, significa conservare l’orrore della guerra e della fame e significa avere rispetto della povertà.

Non so cosa resti oggi della base di Tallil, credo l’abbiano smantellata, già nel 2011 era quasi in disarmo. Emergenza Sorrisi continua a svolgere le sue missioni in Iraq, presso l’Ospedale Habbobi di Nassiriya. Sicuramente nella base è rimasto il nostro camion, dono del  MAE al ministero della salute iracheno, con i nostri colleghi medici e infermieri che in quegli anni si sono specializzati e diplomati con noi, sicuramente sono rimaste le piccole cicatrici sui volti dei bimbi operati e spero siano rimasti gli esiti buoni delle cure prestate. A me sono rimasti i ricordi di quei giorni – 60 in totale – gli amici, il cameratismo inevitabile in quella situazione estrema, le foto, tante foto, di cui posso dare solo un piccolo esempio per problemi di spazio, e soprattutto la convinzione che l’unica strada giusta e sostenibile sia rimanere umani. E non dimenticarlo mai.

 

Francesca Vitale

 

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Il 24 maggio alle ore 20.00 presso l’Antica Locanda Massa di Caserta si terrà una cena di solidarietà dedicata a Emergenza Sorrisi, il cui ricavato sosterrà il progetto della nostra associazione in Siria, dove realizziamo missioni chirurgiche a beneficio della popolazione colpita dal conflitto in corso.

Un ringraziamento particolare a Inner Wheel Capua Antica e Nova e a Inner Caserta Luigi Vannettelli (Club del distretto 210) per avere dedicato alla nostra organizzazione questa bellissima iniziativa.

Per informazioni: T. 06.84242799

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Da pochi giorni è terminata la nostra missione chirurgica a Nassiriya, realizzata grazie alla Fondazione Zanetti Onlus, da sempre vicina all’infanzia in difficoltà e grazie alla Emirates Airline Foundation.

 

IMG_3203In Iraq, dove siamo attivi con i nostri progetti dal 2008, l’incidenza di bambini affetti da malformazioni del volto, esiti di ustioni e traumi di guerra è davvero molto elevata. Dal 16 al 24 febbraio un team di nostri medici volontari ha raggiunto l’Iraq e ha lavorato senza sosta restituendo a  77 bambini la possibilità di tornare a sorridere e di tornare a vivere una vita normale.

Alice Palmiotto, una delle volontarie coinvolte, per la prima volta in  missione con Emergenza Sorrisi,  ha raccontato così la sua esperienza:

«Siamo partiti il 16 febbraio. Siamo arrivati a Nassiriya alle 13 del giorno dopo, alle 14 eravamo già in ospedale. Sulla lista avevamo 189 pazienti da visitare ma ne avremo visti molti di più. In una settimana IMG_3291abbiamo operato 77 persone, la maggior parte erano bambini dai 4 ai 10 mesi. In genere si trattava di labbro leporino, palatoschisi, e altre malformazioni come angiomi, ma c’erano anche molti ustionati. Lavoravamo circa 12 ore dalla mattina alla sera. Ogni tanto andava via la luce per qualche minuto ma si continuava con la luce dei telefoni cellulari. L’esperienza è stata stupefacente, sia perché siamo andati in un luogo molto diverso culturalmente, ma anche dal punto di vista professionale. È diverso dalla vita in ospedale, c’è molto spirito di collaborazione, anche non conoscendoci si è creato un bellissimo legame tra di noi. Eravamo scortati ovunque, ci consigliavano di fare attenzione, ci sono militar i ovunque e si vede il degrado post bellico. Gli iracheni però forse sono troppo caotici, ma sono disponibili e molto generosi. Spero di avere l’opportunità di continuare a fare questo tipo di esperienze, perché ti arricchiscono tanto, ed è una prova per te stesso».